Beatrice Mason, stilista di Beatrice .b
Fashion,  Interviste

Beatrice .b, intervista alla stilista Beatrice Mason

Intervista a Beatrice Mason, la stilista che rappresenta la seconda generazione di Beatrice .b

Una lunga e piacevole chiacchierata, quella intercorsa con Beatrice Mason, figlia di Morena Bragagnolo fondatrice, assieme al marito, della società Plissé spa che nel suo board ha anche i marchi Sfizio e Smarteez. Parliamo di Beatrice .b, un marchio di moda che ha trent’anni di attività (e successi) alle spalle e pilastri solidi come il “fatto in Italia“. Tutta la produzione interna, mi racconta Beatrice, è realizzata nell’headquarter: dal bozzetto al prototipo. Anche il plissé è realizzato in modo artigianale, con metodi tradizionali. Una bella storia italiana, apprezzata in tutto il mondo, che vale la pena raccontare.

L’intervista

Il marchio Beatrice .b è presente sul mercato da ormai trent’anni: come si è voluta l’estetica del brand, nel tempo?

In generale si parla sicuramente di evoluzione, abbiamo cercato di creare una struttura attorno al brand. Mi sento di dire, però, che i pilastri del marchio sono rimasti ben saldi. Cito il Made in Italy, il plissé fatto a mano e anche la scelta di connessione con il territorio attraverso gli artigiani del luogo. Abbiamo cercato di raccontare la donna Beatrice .b che è connessa con il territorio e allo stesso tempo anche molto legata all’heritage. È anche propensa per tutto ciò che è virtuale, ironico. Insomma, è una donna poliedrica. Spero che con la nostra griffe si riesca a comunicare l’importanza del “fatto in Italia”.

Tutta la nostra produzione è interna, dal bozzetto alla modellistica, al prototipo sino agli artigiani che ci lavorano. Per noi è importante anche dare spazio alle donne; credo sia una cosa meravigliosa soprattutto in questo periodo. Da quando sono in azienda, dal 2017, ho capito l’importanza della collaborazione tra diverse figure professionali. È questo il punto di forza di Beatrice .b. 

Un look della collezione Beatrice .b fall/winter 2022-23

Oggi la moda sembra molto veloce. Mi domando: come risponde la Generazione Z nei riguardi della vostra proposta moda?

C’è un forte filone legato alla trasgressione e ci sono diversi brand che si collegano prepotentemente ai social e alle azioni di marketing. Noi ci rivolgiamo ad un pubblico che è informato, responsabile e che cerca di costruire una sua identità con i capi che acquista.  

Con il gruppo di famiglia, Beatrice .b è presente sui maggiori mercati internazionali: America, Medio Oriente, Europa, Russia, Balcani. La domanda è: come fate a conciliare il gusto tipicamente Made in Italy con le richieste di mercati differenti. A tal proposito: come si è comportato il gruppo Plissé nei confronti del mercato russo con le sue restrizioni?

Presentarsi ai mercati così contrastanti non è così facile ma ci si basa anche su un’architettura di collezione che permette di avere dei corner pensati per differenti mercati. La tipologia di gusto e colori che proponiamo viene percepita in maniera positiva da quasi tutti i mercati. E’ chiaro che molti mercati hanno dei tabù che sono dati dalla loro cultura. I russi, ad esempio, sono molto distanti dal gusto etnico e non amano i capi in velluto, tessuto che loro considerano “povero.

La guerra ha creato sicuramente dei problemi iniziali, soprattutto durante la fase di lancio produttivo. L’incertezza era molta, ma siamo riusciti a tenere in piedi tutti gli ordini russi. Devo dire che in realtà, qualche nuova opportunità per brand come noi c’è: i marchi del lusso hanno dovuto chiudere i monomarca e questo ha creato uno spazio all’interno della fascia medio-alta. Molti importanti department store stanno cercando brand nuovi, di ricerca, che possano superare l’ostacolo delle sanzioni. Per quanto riguarda l’Ucraina, invece, alcuni punti vendita purtroppo non esistono più. E’ vero anche, però, che in questa seconda stagione anche questo mercato è ripartito.

Look Beatrice .b FW 2022-23
La maglia è la protagonista della collezione autunno/inverno 2022-23

La guerra tra Ucraina e Russia ha anche portato all’aumento del costo energetico, diventato oneroso per voi industrie. Come reagite ai rincari.

Questo è un fenomeno globale che sta sconvolgendo le produzioni e che colpisce tutta la filiera. L’ufficio stile sta lavorando ora sulla nuova collezione fall/winter 2023-2024 e i fornitori di tessuto non sanno calcolare i costi delle materie prime: o i prezzi sono alle stelle, oppure ti danno un listino che vale fino ad ottobre e poi, si vedrà. Per la produzione estiva, per il quale stiamo concludendo la campagna vendite, non le nascondo la difficoltà nel creare i prezzi, perché da un lato devi rientrare con le spese a causa del costo energetico insostenibile, dall’altro, quando ti presenti ai clienti con un listino prezzi superiore, è difficile giustificare l’aumento di prezzo. È difficile, dunque, proporre lo stesso prodotto che ieri costava meno, devi comunque offrire qualcosa in più.

Palette calda per la collezione FW 2023 firmata Beatrice .b

Parlami della collezione autunno/inverno 2022-2023. Qual è il suo mood.

Heritage e ironia. Siamo partiti dal concetto che il capo inserito nella collezione debba andare oltre l’idea di tendenza di stagione, con linee ricercate e materiali di qualità e attenti alla sostenibilità. Siamo partiti da capi classici, li abbiamo studiati e rielaborati con concetti contemporanei e audaci. Tutto questo è legato alla tradizione del Made in Italy, alla qualità e al concetto di cromatismo forte e dinamismo legato alle forme e anche in elementi in contrasto come dettagli pop oppure grafiche pixelate.

Ho fondato Volgare Italiano per un clic sbagliato. Senza ragionarci e senza la consapevolezza di averlo fatto. Ho lavorato sempre per gli altri avendo poca soddisfazione. Gli anni nell'editoria legata alla moda, bastano. Ora è il momento di guardare avanti. Sono un sagittario, capirete.

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