l'origine della moda
Fashion

L’origine della moda: da protezione a comunicazione

L’origine della Moda: chi l’ha inventata?

Mòda s. f. [dal fr. mode, che è dal lat. modus «modo, foggia, maniera» (…)] 

Questa è la definizione che ne da la Treccani. Un fenomeno controverso, che spazia dalla sociologia all’antropologia, dall’arte alle scienze economiche.

Gli studiosi sono d’accordo nell’individuare la nascita della “moda” a cavallo tra il XIV e il XV secolo in Europa.

Certo è che già dal Paleolitico si hanno tracce di pelli utilizzate per coprire il corpo. 

Nel 1991 sulle Alpi Venoste è stata ritrovata una mummia completamente vestita, datata tra il 3300 ed il 3200 A.C. Oetzi, o Mummia del Similaun, indossa un mantello in fibre naturali, un pastrano in pelliccia (le analisi successive, riveleranno essere realizzato con cinque diversi tipi di pelli), così come il cappello in pelliccia d’orso, perizoma in pelle di capra e scarpe in cuoio e fieno. 

Tipico abbigliamento di un Oetzi

Allora perchè una datazione così tarda?

Fino al 1300 la funzione dell’abbigliamento è stata, quasi esclusivamente, utilitaristica ossia correlata alla protezione dal freddo e dal caldo oppure latrice di simboli da decodificare (si pensi all’abbigliamento delle tribù indigene Africane, ad esempio) con una decisa similarità tra capi maschili e femminili. A partire dal Medioevo si mette in atto uno sviluppo di diverse fogge vestimentarie.

Si parla, quindi, di nascita della moda nel momento in cui cominciano a diffondersi stili e forme diverse per uomini e per donne, differenziandosi in modo significativo e con mutamenti sempre più rapidi ed intensi.

L'origine della moda
Il costume folkloristico di una tribù africana

A partire dalla metà del Trecento le tuniche maschili si accorciano e diventano più attillate. Gli abiti femminili diventano più scollati ed elaborati. Non si tratta più solo di coprire e nascondere, ma di enfatizzare ed ammaliare mostrando la linea del corpo. La nuova moda si diffonde tra l’aristocrazia e l’alta borghesia. Il popolo, invece, continua a vestirsi secondo la tradizione, sia per gli elevati costi degli abiti che per le leggi suntuarie del periodo, volte ad arginare il desiderio della classe media di imitare i lussi dell’aristocrazia.

Il costume femminile adottato nel 1300

Distinzione di classe, sesso ed età sono espresse e rafforzate attraverso la moda. Furono i giovani e le donne a favorire il proliferare di nuovi stili e capi d’abbigliamento.

Se una data è stata individuata (benché sommariamente), più complicato è invece attribuire la nascita del fenomeno moda ad un Paese preciso. Gli studiosi si dividono tra due ipotesi: l’Italia di fine medioevo e la corte di Borgogna in Francia (circa mezzo secolo dopo). La tesi più avvalorata sembra comunque essere quella italiana, già all’epoca una società proto-capitalista al contrario della società francese basata sull’aristocrazia agricola.

Gli abiti del 1400

Le Repubbliche Marinare già commerciavano in tessuti con Estremo e Medio Oriente e presto videro la diffusione dei primi centri tessili.

Si può affermare che la fine del Medio Evo e l’inizio dell’era Moderna segnano un punto di svolta anche nell’abbigliamento e nel costume. Non più, non solo protezione ma vero mezzo di comunicazione visivo. La nascita di un nuovo linguaggio che, come afferma il sociologo Jean Baudrillard, “ricerca una socialità teatrale che si compiace di se stessa” . 

Colleziona scarpe ma non sa portare i tacchi. Appassionata di storia del costume e affascinata dai significati nascosti negli abiti, se non è intenta ad approfondire il fenomeno moda molto probabilmente starà guardando un documentario true-crime.

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