Etro SS23. Look in maglia
Fashion

La nuova era di Etro firmata da De Vincenzo

Cosa cambia nell’era De Vincenzo? Maison Etro completamente reinventata

Disse il filosofo cinese Lao Tse: “Un albero il cui tronco si può a malapena abbracciare nasce da un minuscolo germoglio“. E si sa, il cambiamento trova sempre impreparato l’agio, la sicurezza. Marco De Vincenzo probabilmente lo saprà: con il suo debutto in Etro avrà lasciato qualche perplessità visto alcuni volti cupi nel front row. Ma la storia insegna che solo ingranando la prima marcia si può far partire quel potente motore chiamato fashion biz. In Italia, il fuoriclasse per antonomasia è Alessandro Michele che, dopo il debutto in sordina nel 2015 (a causa di una Giannini che lasciò il suo incarico a poche settimane dalla sfilata) ha poi scritto una nuova storia della griffe fiorentina di cui oggi è il direttore creativo, Gucci.

Il video della sfilata Etro primavera/estate 2023

Addio Paisley? Con De Vincenzo, Etro è meno wild e più Generazione Z

Se è vero che il passato può essere una trappola, Marco De Vincenzo prova a mettere a segno un nuovo corso di Maison Etro, ponendosi in discontinuità con la storia del marchio. Dopotutto i giovani sembrano apprezzare sempre meno i motivi esotici, le frange e il camoscio preferendo una moda più veloce, alla portata delle loro esigenze. Se del vecchio Etro disegnato da Kean ricordiamo i gilet ricamati in camoscio, oggi di quel folklore che tanto ha legato la griffe alla sua immagine, rivediamo solo le frange rigide che si tengono su per aerodinamica. Il resto è un susseguirsi in passerella di crop top più rilassati e jacquard su denim. Con Marco, inoltre, ritorna una vecchia tendenza dei primi anni Duemila, la sovrapposizione di t-shirt e abiti. “Io – dice – non sono un designer che si forza, mi è venuto spontaneo cercare un punto di vista nuovo“.

Look in denim jacquard

Della sua visione estetica De Vincenzo porta in Etro il degradé su maglia traforata: una sigla riconoscibile che lo stilista nativo di Messina (è nato nel ’78) migra nella sua nuova avventura.

Ho fondato Volgare Italiano per un clic sbagliato. Senza ragionarci e senza la consapevolezza di averlo fatto. Ho lavorato sempre per gli altri avendo poca soddisfazione. Gli anni nell'editoria legata alla moda, bastano. Ora è il momento di guardare avanti. Sono un sagittario, capirete.

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