La moda sostenibile non è poi così green

Moda sostenibile

Il monito di Fashion Transparency Index: c’è ancora molta strada da percorrere. La moda sostenibile che proprio sostenibile non è

Fashion Transparency Index mette in luce un dato allarmante: 250 aziende dichiarate sostenibile sono risultate tali solo al 24%. 1/3 di queste hanno raggiunto il punteggio del 19%. Un fatto grave che però deve essere studiato per migliorare la situazione.

I marchi low cost come OVS, Kmart Australia e Target Australia si attestano in cima alla classifica con un punteggio del 78% ciascuno; a seguirli, H&M, North Face e Timberland al 66%.

In un articolo precedente vi abbiamo raccontato degli abiti accatastati come dune di sabbia nel deserto di Atacama, nel Cile. Evidenziammo l’incapacità della moda di essere realmente sostenibile. Fashion Transparency Index, però, mette in luce un altro aspetto che spesso viene trascurato dalle aziende di statistica: l’inquinamento delle falde acquifere.

Solo l’11% dei marchi, infatti, pubblica il proprio risultato dei test sulle acque reflue e solo il 25% di questi, rivela il processo di valutazione dei rischi legati all’acqua nella loro catena di fornitura.

Difficilmente, in conclusione, potremmo giungere ad una vera pratica sostenibile visti i sotterfugi dei marchi di moda a dichiarare dati chiari sulla prassi eco-friendly. Dove c’è consumismo, difficilmente si potrà discutere di sostenibilità perché esso si porta dietro un meccanismo molto diabolico.

La pubblicità ha il compito di indurre la gente a comperare delle cose di cui non ha bisogno, con denaro che non ha, per impressionare altre persone che non conosce,” sostiene l’esperto di comunicazione e marketing, Danilo Arlenghi. E in una società figlia dell’apparire, dove le griffe giocano il ruolo del soggiogatore con una produzione eccessiva e disonesta attraverso anche la pratica delle collaborazioni, parlare di moda sostenibile è terribilmente utopico.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

“Boom! La moda italiana”: una mostra itinerante che racconta il made in Italy

Tendenze Moda Uomo 2023. Convulsi contrasti per Parigi Moda Uomo P/E 2023

Barbiecore: tutto sul nuovo film di Barbie

Stefania Carpentieri

Ho fondato Volgare Italiano per un clic sbagliato. Senza ragionarci e senza la consapevolezza di averlo fatto. Ho lavorato sempre per gli altri avendo poca soddisfazione. Gli anni nell'editoria legata alla moda, bastano. Ora è il momento di guardare avanti. Sono un sagittario, capirete.

Articoli consigliati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.