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Vogue British e Olena Zelenska, quando la guerra diventa una foto patinata dell’orrore

Sono uno scandalo le foto apparse su Vogue British che ritraggono la first lady Ucraina, Olena Zelenska? Spettacolarizzazione o un modo per tenere alta l’attenzione sulla guerra?

Sarò franca, toccare questo argomento non è stato semplice perché in esso si nasconde un’insidia, forse più di una. Però la domanda è lecita: perché Vogue British ha raggiunto la first Lady dell’Ucraina, Olena Zalenska, dedicandole un servizio fotografico corredato da intervista? In una fase così delicata del conflitto, forse tenere un profilo basso onorerebbe le vittime cadute sotto i colpi di mortaio nemico. Il 3 maggio scorso, il Corriere della Sera informava di 4100 morti tra i civili, di questi, 260 erano bambini. Numeri sottostimasti se consideriamo l’alto numero dei dispersi e l’avanzare della guerra, che sembra inarrestabile.

Propaganda, spettacolarizzazione o un pretesto per tenere alta l’attenzione sulla guerra? Questa è la domanda che mi sono chiesta in queste ore, a dire il vero credo sia un’interrogazione di molti.

A firmare gli scatti è la fotografa americana Annie-Lou Leibovitz che proprio agli inizi della sua carriera si impegnò a immortalare le esaltanti evoluzioni della società, rendendosi protagonista di scatti che interessavano politica e cultura come le proteste contro la guerra in Vietnam e il lancio dell’Apollo 17. Un rodaggio che la porta alla conquista dei grandi volti dello star system e sulle pagine glamour della rivista considerata olimpo della moda, Vogue.

La first lady Olena Zelenska con il marito Zelensky

La mia attenzione è caduta, però, sul presidente ucraino, Volodymyr Zelens’kyj e sulla sua voglia di apparire ad ogni costo. Il suo popolo fugge dalla guerra, oltre 12 mila uomini del suo esercito sono morti per difendere la sua patria e lui trova il tempo per farsi ritrarre amorevolmente abbracciato alla consorte? Dov’è finito il rispetto per la sua gente? Non è forse stato troppo generoso, da parte del popolo ucraino, dare a un attore un ruolo da (im)potente? Perché anche la morte deve essere un pretesto per tenere alta l’attenzione su di sé? La guerra non è un “Ciack, si gira”; non è un copione imparato a memoria.

La lunga intervista, che potrete leggere tradotta in italiano a questo link, diventa un pretesto di propaganda. Sì, perché Olena viene incalzata più volte dal marito che afferma la necessità di aiuti da parte dell’Occidente. Una pretesa, a largo raggio, che ci tira tutti dentro. Ma io, con franchezza, mi fido poco di Zelens’kyi, al pari del suo omonimo avversario, Vladimir Putin. “Se il mondo permette che questo accada – riferendosi alla guerra – allora non è coerente con i suoi valori. Ecco perché l’Ucraina ha bisogno di sostegno, di un sostegno massiccio“, dichiara.

Mi sento isolata. Non posso andare dove voglio. Persino fare la spesa è diventato un sogno irrealizzabile“, racconta Olena Zelenska sulle pagine di Vogue British. La capiamo perfettamente. Ma in Ucraina non è la sola, considerando che ci sono donne che non hanno nemmeno i soldi per comprare un pezzo di pane per sfamare i propri figli.

Shooting in tempo di guerra… Pessima idea”, parola del politologo Ian Bremmer

Farsi la guerra sui social è ormai una pratica consueta. Anche io, per prima, ho voluto dedicare un piccolo spazio a questa notizia. Però, se a commentare è un politologo forse dovremmo tutti soffermarci sulle sue parole.

Zelensky ha fatto un lavoro straordinario nel battere i russi nella guerra dell’informazione. Servizio fotografico di moda in tempo di guerra: pessima idea“. La first lady dell’Ucraina dichiara a Vogue: “Non vediamo l’ora di vincere. Non abbiamo dubbi sul fatto che prevarremo. Ed è questo che ci aiuta ad andare avanti“.

Olena Zelenska e l’iconico Antonov AN-225. Aeroporto a 10 km da Kiev.

Qui la storia è seria quanto è smisurato l’ego del presidente ucraino. Anche la comunicazione, passatemi il termine, è ripugnante.

Un tempo, i grandi reportage di guerra si scattavano in trincea: immagini in bianco e nero che affrontavano il tema del dolore e della crudeltà. Il fotogiornalismo raccontava la miseria crescente nelle città colpite dalla guerra e le tattiche militari per osteggiare il nemico come rivelato dagli scatti di Ottomar Anschutz, realizzati durante la guerra di Amburgo, nel 1884. Oggi, ahinoi, è un gioco di luce, ombre e photoshop. La rivista più patinata al mondo incontra la donna del momento, le offre un bel servizio di stilyng e le rivolge quattro domande dirette, studiate e perculate. La verità ha l’amaro in bocca: se si tocca il fondo si raggiunge la fogna.

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Ho fondato Volgare Italiano per un clic sbagliato. Senza ragionarci e senza la consapevolezza di averlo fatto. Ho lavorato sempre per gli altri avendo poca soddisfazione. Gli anni nell'editoria legata alla moda, bastano. Ora è il momento di guardare avanti. Sono un sagittario, capirete.