15 anni senza Gianfranco

morte Gianfranco Ferrè

La morte di Gianfranco Ferré avvenne il 17 giugno del 2007. L’illuminato dell’architettura applicata alla moda

Era il 17 giugno del 2007 quando i media raccontavano la morte di Gianfranco Ferré, a seguito di una emorragia celebrale. Era una serata calda, propensa alla notte e che preannunciava l’arrivo dell’estate. Poco prima delle 21:00 il quadro clinico precipitava, morirà in pochi minuti in un letto del San Raffaele di Milano dove era stato ricoverato il 15 giugno.

È stato il primo stilista italiano alla corte di Christian Dior con lo stupore (e l’indignazione) di tanti. Nel 1989, quando prese posto di Marc Bohan e del suo Slim Look, fece un’attenta incursione negli archivi della casa di moda francese con l’intento di rielaborare lo stile del dittatore garbato della moda aggiungendo, alle sue silhouette, una modernità architettonica.

morte Gianfranco Ferré
Gianfranco Ferré, schizzo AI 2000

La funzionalità era alla base dei suoi innumerevoli successi: l’abito andava indossato e, con questa intuizione, inizia a disegnare collezioni che potessero arrivare alle donne e non semplicemente sulle riviste patinate del settore o sui red carpet. Le sue collezioni sono un intercorrere di coni, cilindri e piramidi. La mano dell’architetto (laureatosi con lode nel 1960) era conciliabile con le strutture: le forme abbondanti erano calibrate da un uso sapiente di pinces, scarti e da tessuti ben modulabili.

Due schizzi della collezione autunno/inverno 1991

Lungo la sua carriera, breve ma intensa, disegnò accessori e gioielli; nel ’74 del Novecento lavora nell’atelier di Baila e nel ’78 fonda la sua eponima griffe. Arrivò, poi, l’importante palcoscenico dell’Haute Couture parigina (1896) e i primi riconoscimenti a livello internazionale con la premiazione del Ditale d’or: il premio più ambito dagli stilisti, all’epoca patrocinato da Helena Rubinstein per la prima collezione per Dior (1989). La premiazione avvenne nel prestigioso museo Galliera per voce di madame Chirac. Per ritirare il premio, Gianfranco Ferré si presentò con due modelle che indossavano un redingote. “La moda Dior si imbarca con successo per il terzo millenario” scrissero sulle pagine del prestigioso Le Figaro. Quel giorno, la giuria premiò con13 voti l’architetto della moda che staccò di soli 5 voti il collega Paco Rabanne che ne ricevette solo 8.

morte gianfranco ferré
La camicia bianca di Gianfranco Ferré. Lo schizzo.

Ferré è diventato famoso per le sue camicie bianche, una sua grande passione. Belle a vedersi ma difficili da indossare. Le loro strutture, infatti, venivano mantenute attraverso tessuti poco duttili e pertanto difficili da piegare in valigia e da rimettere in forma durante lo stiraggio. Si può affermare con assoluta certezza che per Gianfranco Ferré la forma ebbe precedenza sul colore.

Tutto il suo archivio, oggi, è esposto nella Fondazione che reca il suo nome con oltre 3500 tra abiti e accessori, 22.000 disegni fra bozzetti e disegni tecnici e 15.000 foto di sfilata.

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Stefania Carpentieri

Ho fondato Volgare Italiano per un clic sbagliato. Senza ragionarci e senza la consapevolezza di averlo fatto. Ho lavorato sempre per gli altri avendo poca soddisfazione. Gli anni nell'editoria legata alla moda, bastano. Ora è il momento di guardare avanti. Sono un sagittario, capirete.

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