Food e Art. Con l’Arte io mangio …

Arte e food. rubrica andrej mussa

Con l’Arte io mangio … Un situazionista interdisciplinare ospite nella cucina di un artista contemporaneo. Quello che un artista di suo mi prepara.  

Gli appuntamenti periodici con Andrej Mussa: pubblicazioni fotocronistiche editoriali conviviali di FOOD e ART.

L’Arte come “qualcosa che avviene”. La rubrica di Andrej Mussa che indaga il rapporto tra un artista e le sue abitudini culinarie.

Nella cucina dell'artista
Nella cucina dell’artista
Art e Food. Francesco Garbelli in cucina
Francesco Garbelli in cucina
In cucina con la radiolina

L’evento conviviale collocato in una trama strutturale spazio/temporale, in questo caso domestica. Il cibo e la sua lavorazione come parte integrante dell’opera. Una rappresentazione artistica conviviale che resterà nella memoria o nella documentazione come tempo vissuto. Un viaggio tra i piaceri culinari di un artista. L’interdisciplinarità come coesistenza di vari linguaggi espressivi in correlazione tra loro, una compartecipazione di aggregazione paritaria tra l’ospite e l’inquilino.

Complementarietà e indeterminatezza definiscono un’arte ibrida, strumento e veicolo di diffusione di messaggi ed informazioni. Una forte componente concettuale di un progetto inventato nella mente dell’ospite, complementato poi, dalla praticità creativa dell’inquilino, attivo e diretto, diventando egli stesso parte dell’opera che non avrebbe senso in mancanza della sua presenza. 

Food e Art - Andrej Mussa
La strada maestra

Il ruolo dell’artista inquilino

L’inquilino ha lo stesso peso degli oggetti di scena, mentre l’ospite anch’esso parte integrante della scena, dirige lo svolgimento della rappresentazione performativa in una forma d’arte puramente comportamentale fotocronistica, che elimina ogni componente oggettuale. Assistiamo così alla completa smaterializzazione del concetto d’arte, non più “cosa” ma “evento”, “incontro” e “azione”, esercitata in spazi non convenzionali, ma prevalentemente domestici, spesso in studi d’arte con angolo cucina o all’interno delle stesse, situate negli appartamenti condominiali.

Qui, l’inquilino compie un’azione performativa sospesa tra bisogno e piacere utilizzando gli elementi alimenti presenti quotidianamente nel suo frigorifero domestico. 

Food e art. opera di francesco garbelli
Come un segnale stradale diventa un’opera

MANGIO QUELLO CHE UN ARTISTA DI SUO MI PREPARA: l’ospite mangiando (utilizzando prevalentemente le mani) documenta il vivere di un artista: quella filosofia spesso nascosta e che lo sottrae a qualsiasi tipo di catalogazione, non più l’artista e l’arte separata dalla vita, ma l’arte come veicolo portatore di abitudini quotidiane, una “combinazione indistinta di cultura e vita”.

‘Con l’arte io mangio…’ sembra così chiudersi un cerchio creativo nel quale l’inizio e la fine di una vita coincidono.

Quarto appuntamento di un’indagine artistica culinaria. 

Francesco Garbelli e… LA TERRA DEI CACHI.

A Milano, c’è un artista On the Road… Un precursore italiano della Urban Art, che nei lontani anni ’80 contestava sulla strada con dei personali “INTERVENTI” artistici; contestare è un gesto stradale.

Abusivamente ripercorriamo la strada di Francesco Garbelli: un luogo di transito artistico.

Un rettilineo con delle curve percorribile su ambo i lati di marcia.

La strada ha sempre accompagnato l’artista verso cambiamenti sociali e politici. La strada, un luogo di protesta e di festa!

Raccontava Hemingway… “Una volta asfaltate le strade le rivoluzioni non si faranno più… L’asfalto ha ucciso le rivoluzioni”.

La segnaletica stradale indica la strada dell’arte

Un linguaggio PRE-ALFABETICO UNIVERSALE. Francesco Garbelli, interviene sulla segnaletica stradale rivoluzionando il linguaggio artistico pittografico. La segnaletica stradale in Italia è iniziata a comparire lungo le strade agli inizi del XX secolo su iniziativa dei soci del Touring Club italiano. Col passare degli anni il numero dei cartelli aumentò. Oltre alla possibilità di indicare unicamente località o distanze (infatti la maggior parte dei segnali aveva unicamente una località indicata, la freccia direzionale, il donatore ed eventualmente la distanza) sulla segnaletica apparivano i primi simboli e loghi pubblicitari.
Garbelli, capovolge il concetto di segnaletica stradale. Garbelli, confonde e disorienta.

I cartelloni clandestini

I suoi interventi cartellonistici clandestini, improvvisi, compaiono nelle città sempre all’alba… e mi ricordano i gesti intellettualmente giocosi di Munari. Interventi di onomastica che permisero a Francesco Garbelli di realizzare un affascinante percorso tematico dal titolo “La via delle frasi fatte”: strappi ed estratti di frasi, parole censite, sentite nel quotidiano poi stampate su Lapidette. Un artista ancora oggi coerente con se stesso, che non insegue le mode. Francesco non copia. Francesco Garbelli è oggi copiato… La parola che diventa immagine. La parola che diventa arte. Simbolismi pittografici prendono forma: camminano… si illuminano… dialogano tra loro e interagiscono con lo spazio urbano che li ospitano.

Il suo ironico concettualismo oggi è presente sulla strada. Ho visto delle zebre pedonali alzarsi dall’asfalto e camminare…

Poi, dalla strada la sua opera artistica è entrata nelle case regalandoci sprazzi Jacovittiani.

… come la sua splendida scacchiera gigante, esposta qualche anno fa a Bologna, accanto a quella del maestro Enrico Baj. Due scacchiere che dialogavano tra loro attraverso simboli e volti in movimento… Due alfabeti diversi tra loro, ma attratte l’una dall’altra da primitivi e universali simbolismi. Francesco Garbelli in cucina posiziona elementi e alimenti come se fossero delle segnaletiche culinarie… forse ci sta comunicando qualcosa?

Funghi… Riso… Cachi…Taralli…Vino…

Il “risottoGarbelliano”.

Le opere di Francesco Garbelli sono segnali stradali

La strada del riso

È una risaia in pentola. Seguendo le indicazioni stradali di Francesco Garbelli mi ritrovai su terre dimenticate dal tempo … qui, scopro la strada del riso: tra i margini urbani di Milano, Buccinasco ed Assago, compresa nella porzione di Parco Agricolo Sud Milano tra il Naviglio Grande e Pavese.

I Funghi con alterata percezione dello zafferano compromettevano qualsiasi mia idea di riferimento e personalizzazione del piatto culinario.

Food e art
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Un murales firmato da Garbelli
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Installazione di Francesco Garbelli

Il “risotto Garbelliano” mi fece trovare la mia Atlantide in cucina… il caco di Garbelli…

Si trasforma in una mousse: un dolce agrodolce, dove il caco a contatto con una panna montata (montata utilizzando uno splendido reperto archeologico di elettrodomestico da cucina, un Moulinex anni ’70), diventa una crema “stradale” ben aerata e soffice che asfalta il mio palato.

Felice di questa sensazione lascio lo studio dell’artista con ancora addosso quell’odore magnetico di asfalto bagnato dalla pioggia …

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Andrej Mussa

Situazionista interdisciplinare di tendenze domestiche...
"Le merendine di quand'ero bambino non torneranno più"

Si diploma negli anni '90 come Designer Textile e Vetrinista presso la storica "Fondazione Castellini Arti e Mestieri" di Como.
Successivamente i suoi progetti creativi sono da collocare all'interno della Fondazione Antonio Ratti (Como).
Negli stessi anni collabora come Art Director con diverse case di moda, tra cui Givenchy e Fornasetti.
Ricercatore di antiche mercerie sperimenta come vetrinista nuove forme creative di allestimento.
E' redattore editoriale per riviste cartacee e magazine online di tendenza (Small Zine - Lobodilattice - Ignorarte). Elabora un linguaggio editoriale Cut-up prettamente artistico strutturato sui ricordi e le tendenze domestiche (Food - Design - Arte).
Diverse le Gallerie d'arte con cui ha collaborato, ricordiamo: Placentia Arte Contemporanea, Velan Centro per l'Arte Contemporanea, Galleria Ponte Rosso, Barbara Frigerio Contemporary Art, Romberg Arte Contemporanea, Galleri Klevjer.

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