Il Rifugio del Vino di cantina Les Crêtes

Les Cretes

Due donne, tantissime coccinelle, un rifugio sulle valli valdostane: alla scoperta di Cantina Les Crêtes

Les Crêtes è un’azienda vinicola fondata nella cittadina Aymavilles, in Val D’Aosta. La storia di questa cantina reca il nome di Elena ed Eleonora, due sorelle incaricate di recuperare le coccinelle nei prati di montagna per portarle a valle. Quello che verrà dopo è entusiasmante. Un gioco, infatti, si rivela utile per la salute delle filare. I coleotteri, piccoli e veraci, contribuiscono al progetto biologico dell’azienda perché, nutrendosi di cocciniglia farinosa, preservano la salute del vigneto. Sono liberi, quindi, di crescere a valle e di far del bene al progetto di famiglia.

Il vigneto con un meraviglioso panorama

Se il presente porta il nome di due donne coraggiose, nel passato è il trisnonno Bernardin Charrère a credere nelle potenzialità della terra, poggiando la prima pietra miliare della cantina. È il 1750 circa. Migrato dall’Alta Savoia, costruisce cantine e frantoio delle noci. L’attività passa, poi, nelle mani del bisnonno Etienne che continuò l’attività inserendo anche la produzione di sidro; il nonno Louis, in seguito, costruirà un mulino per macinare frumento, segale ed orzo portando avanti il progetto di espansione dell’azienda. Antoine, padre di Costantino, che gli successe, continuò l’attività fino al 1955 quando cominciarono ad arrivare da fuori valle oli d’oliva e macinati. Si torno, successivamente, alla produzione di vini pregiati con attenzione ai vini autoctoni valdostani: il petit rouge, il fumin, il prié rouge, il tinturier, con crus vinificati separatamente.

La famiglia Charrère, la nuova generazione di Les Cretes
La famiglia Charrère

Costantino, assieme alla moglie Imelda, compie quasi un miracolo: coltivare, con cura, un rarissimo vitigno in via di estinzione: la Premetta. Le sue uve sono vinificate in purezza secondo un protocollo innovativo in spumante metodo classico. La produzione è affiancata anche dal Fumin: altro ceppo “autoctono”, salvato dall’estinzione e vinificato con risultati eclatanti. Nel 1999 l’azienda è stata insignita del riconoscimento Il sole di Luigi Veronelli che premia i vini eccellenti presenti sul nostro territorio (qui tutti i riconoscimenti ottenuti dall’azienda). Les Crêtes gestisce 20 ettari di vigneto distribuiti in sei comuni valdostani producendo circa 180.000 bottiglie l’anno.

Il Rifugio del Vino: una degustazione emozionale

Les Cretes. Il rifugio del Vino
Facciata del Rifugio del Vino

Degustare i vini Les Crêtes in uno edificio di circa 170 metri quadri, collocato accanto alla storica sede dell’azienda. Il progetto reca la firma dell’architetto Domenico Mazza di Courmayeur che ha ricevuto una menzione speciale nel concorso internazionale “ Le cattedrali del Vino” indetto della rivista Il Gambero Rosso, evento collaterale della Biennale di Venezia.

Les Crêtes, facciata contemporanea a forma di montagna
Elementi inclinati a formare una montagna
Interni del Rifugio del Vino

Architettura contemporanea, modellata su una struttura già esistente. L’architetto, dunque, ha disegnato il progetto planimetrico seguendo il percorso di alcuni elementi in cemento armato che non sono stati abbattuti. La cantina appare come una grande tettoia in legno lamellare, coperta in lamiera e con le tamponature verticali quasi esclusivamente vetrate. Il profilo ricorda le linee aguzze della montagna, attraverso volumi tra loro inclinati.

Les Crêtes. Vino e cosmesi: il benessere della pelle passa dal vino

L’azienda vinicola ha lanciato anche una serie di cosmetici biologici con principi attivi all’olio di vinaccioli, polifenoli dell’uva e fiori di vigna, realizzati nei laboratori dell’azienda. La linea contribuisce a prevenire e rallentare in modo naturale i segni dell’invecchiamento. Dona alla pelle vitalità ed un aspetto tonico e definito, conferendole una corretta idratazione. Sostiene la rigenerazione cutanea, apportando benefici nutrienti e restituendo al viso il suo naturale splendore.

Scopri di più sull’azienda vinicola.

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Stefania Carpentieri

Ho fondato Volgare Italiano per un clic sbagliato. Senza ragionarci e senza la consapevolezza di averlo fatto. Ho lavorato sempre per gli altri avendo poca soddisfazione. Gli anni nell'editoria legata alla moda, bastano. Ora è il momento di guardare avanti. Sono un sagittario, capirete.

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  1. […] Stefania Carpentieri parla di noi sul magazine VOLGARE ITALIANO del 3 Giugno 2022 ! Potete trovare qui il suo articolo […]

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