FENDACE: la moda ha bisogno davvero di queste strategie marketing spietate?

Fendace

FENDACE, ovvero un modo come un altro di creare moda su moda, soldi su soldi, sprechi su sprechi

Come ti trasformo l’estetica di un marchio pur di vendere; alla faccia della circolarità: qui si continua a sfornare collezioni su collezioni spacciandole per collab creative. Un esempio? Fendace ma questa è solo la punta dell’iceberg.

Sono definiti “scambi creativi” perché fondono l’estetica e l’esperienza dei marchi, spesso agli antipodi tra loro. Il ruolo di primissimo impatto è il logo. A dirla tutta, però, è una guerra silenziosa tra gli uffici stile, a chi primeggia sull’altro. Ma la collezione è spacciata per amicale, quasi da farci abboccare tutti. Vedete, Fendace (l’unione tra Fendi e Versace) ci ricorda gli appellativi che si danno alle coppie moderne; tipo Ferragnez, Brangelina o De Martinez. Fanno ridere, non credete? Vorremmo continuare a parlare di moda, quella che lavora silenziosamente per creare uno stile. Che non si “vende” spacciandosi per acqua santa, per i miracoli del marketing.

Nella collezione disegnata a quattro mani da Kim Jones (attuale direttore creativo di Fendi) e Donatella Versace, spicca l’estetica barocca e sfarzosa del marchio della Medusa. Abiti succinti decorati da foliage e cornici greche; la silhouette “versaceniana” domina totalmente la scena.

Le collaborazioni tra i marchi, una tendenza che ha preso piede in modo incontrollato

Il branding è un vero fenomeno in tendenza. Il rimescolare le carte sul tavolo per creare nuove idee che fanno riferimento alla cultura pop, in sintesi.

Ritornando a Kim Jones, forse tra le figure chiave del caso branding. Quando era direttore creativo di Louis Vuitton (la sua nomina risale al 2011), a proposito di questa pratica, disse: “creare eccitamento per il consumatore, in un mondo dove tutti vogliono solo il nuovo, nuovo, nuovo.”

Fendace _ Naomi Campbell
Naomi Campbell sfila per Fendace

Prendendo in esame proprio Versace, nei giorni a seguire del lancio sui Social della collab con Fendi (ottobre 2021), la griffe ha impattato sui media per un valore di 129 milioni di dollari; 101 milioni generati sui Social Media, 28 milioni dai media online (stampa). Il post su Instagram che vede protagonista Naomi Campbell indossare un abito rosa in rete metallica ha generato 432 milioni di dollari in MIV.

Se ancora non lo avete capito e ricollegandomi ancora all’osservazione dell’attuale direttore creativo di Fendi (Kim Jones): cash, cash, cash! I diretti interessati non parlano di strategia, ma chi chi crede?

Ecco spiegato il motivo per cui accostare la parola green alla moda sarà sempre un ossimoro (pre)potente. Perché la moda chiede numeri e per generarli occorre proporre, in tutte le salse, collezioni su collezioni.

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Stefania Carpentieri

Ho fondato Volgare Italiano per un clic sbagliato. Senza ragionarci e senza la consapevolezza di averlo fatto. Ho lavorato sempre per gli altri avendo poca soddisfazione. Gli anni nell'editoria legata alla moda, bastano. Ora è il momento di guardare avanti. Sono un sagittario, capirete.

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