I 90 anni di Valentino Garavani

Valentino Garavani

Lo stilista di Voghera compie, l’11 omaggio, 90 anni. Tanti auguri, Valentino Garavani

Quante parole, lungo i suoi (quasi) cinquant’anni di carriera, sono state sprecate per raccontare il sofisticato percorso artistico compiuto dallo stilista? Nessuno, come Valentino Garavani è riuscito a narrare il vero obiettivo del Made in Italy: valorizzare la grandiosità dell’artigianato e il culto della bellezza, nel DNA degli italiani.

La sua moda assume un significato diverso da quello assurto dai suoi colleghi. Mentre in Italia si fa sempre più evidente l’apertura allo stile d’Oltralpe, quasi a voler unificare i gusti, Valentino continua a proporre un’estetica raffinata e passionale; e il rosso (quello Valentino) sarà tono inciso nei ricordi di tutti noi.

Valentino Garavani in atelier
Valentino Garavani in atelier

A 13 anni, il primo incontro con la moda per Valentino Garavani

Si appassiona di moda quando era poco più che adolescente. “Avevo 13 anni ed ero ammalato a letto. Ricordo che mia madre mi avvolse in una coperta per portarmi a vedere una mia cugina che si stava preparando per andare a un ballo. Avevo la febbre a 40 e mi ricordo di questa immagine di donna avvolta in un abito di tulle rosa con una cappa di cigno e una rosa fresca appuntata nei capelli“.

Gli studi a Parigi e il primo atelier in via Condotti, Roma

A 17 anni, Valentino filtra ogni sapere artigianale dei parigini, durante il lungo percorso accademico presso la Chambre Syndicale de la Couture. È il 1950. In quegli anni la sua carriera era in bilico tra cartamodelli e imbastiture, passi di danza e provini teatrali. Fu il concorso indetto dalla Segreteria Internazionale della Lana (che lo vede trionfare, aprendo il varco a Yves Saint Laurent e Karl Lagerfeld) a fargli trovare la strada del futuro. La competizione offrì lui la possibilità di lavorare presso Jean Dessès e poi da Guy Laroche. “Adoravo Parigi, ma ero troppo giovane e non sufficientemente agiato per competere con i grandi nomi della moda francese“, disse.

Da sinistra. Laura Biagiotti, Mario Valentino, Gianni Versace, Krizia, Paola Fendi, Valentino Garavani, Gianfranco Ferrè, Mila Schon, Giorgio Armani, Ottavio Missoni, Franco Moschino e Luciano Soprani

Nel 1957, infatti, torna in Italia e, sostenuto economicamente dal padre, apre il suo primo atelier in via Condotti, Roma, città che ritiene essere “casa”. Qui, finalmente arrivano le donne che per sua ammissione, voleva indossassero i suoi vestiti. Questo è stato il suo primo successo.

Valentino agli inizi della sua carriera in un ritratto in bianco e nero
Valentino agli inizi della sua carriera

La collezione Bianca di Valentino

Se è vero che Valentino Garavani ha avuto reboante cassa di risonanza grazie al suo rosso, nel ’68 fece scalpore con la sua collezione bianca indossata poi, da Jackie Kennedy (che divenne sua musa) quando si legò a matrimonio con Aristotele Onassis. Fu, inoltre, la prima copertina ottenuta sulla rivista Life.

La collezione era composta essenzialmente da abiti leggeri, decorati da pizzi e con drappi che ne movimentavano gli equilibri delle linee.

Collezione bianca Valentino Garavani
Alcuni capi della collezione bianca di Valentino Garavani
Jackie Kennedy e Aristotele Onassis

Come nasce il rosso Valentino

Il rosso Valentino non nasce in Italia, bensì a Barcellona quando il diciannovenne Valentino assiste ad una prima teatrale nella capitale catalana. Rimase totalmente affascinato dalla quantità di rosso avvicendarsi sul palcoscenico. Quella sera, bramante di creare il suo atelier, si promise che quello sarebbe stato il suo colore portafortuna.

Il rosso firmato da Valentino Garavani
Il celeberrimo Rosso Valentino

“Dopo di me, il diluvio” …

Afferma Valentino in lingua francese e di fatti, nessuno come lui ha saputo ridefinire lo stile degli anni Sessanta e di quelli a venire. Per descrivere il suo gusto riporteremo una sua affermazione. “Timeless, ovvero senza tempo. 2. Solida, fatta di sostanza e non di piccoli effetti sensazionali. 3. Powerful, una moda pensata davvero per dare potere alla donna.” Negli anni si è ritagliato un ruolo da protagonista sull’asse Parigi/Roma che egli stesso ha definito: “Francia: vecchia ma rispettosa del talento. Italia: distratta ma irresistibile.

Con Giancarlo Giammetti

La fortuna di Valentino è stata la sintesi di tanto lavoro e talento. Probabilmente, il suo successo ha un nome nel dietro le quinte, quello di Giancarlo Giammetti, socio e compagno di vita da quando avevano, rispettivamente, 28 anni (Garavani) e 22 anni (Giammetti). Provvidenziale fu, inoltre, la scelta di sfilare a Palazzo Pitti di Firenze, quando a organizzare le sfilate era l’imprenditore italiano Giovanni Battista Giorgini, conosciuto come Bista.

La sfilata evento a Firenze

I novant’anni di Valentino

Lo stilista di Voghera ha lasciato l’industria della moda con un mega evento tenutosi a Roma, nel 2007. L’ultimo (e forse l’unico) imperatore della moda “abdica” dopo quarantacinque anni di successi ma il suo addio alle scene sarà suggellato con un tre giorni di festeggiamenti (dal 6 all’8 luglio), al Tempio di Venere al foro Romano. Tra i protagonisti dello show, Dante Ferretti che ne cura la scenografia. Valentino affiderà la sua creatura a Maria Grazia Chiuri (che lascerà per occupare il posto di direttore creativo in Dior) e Pierpaolo Piccioli, che da solista è riuscito a interpretare magistralmente l’archivio storico della griffe trasformando il rosso Valentino nel rosa shocking (con la collezione Pink PP), audace e intenso, da interpretare come manifesto femminista.

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Stefania Carpentieri

Ho fondato Volgare Italiano per un clic sbagliato. Senza ragionarci e senza la consapevolezza di averlo fatto. Ho lavorato sempre per gli altri avendo poca soddisfazione. Gli anni nell'editoria legata alla moda, bastano. Ora è il momento di guardare avanti. Sono un sagittario, capirete.

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