Nuit Romaine, alcuni abiti
Fashion

Nuit Romaine, Maria Grazia Chiuri disegna i costumi di scena

La direttrice creativa di Dior, in un tripudio di tulle, ha realizzato gli abiti di scena di Nuit Romaine

Nuit Romaine si veste di faziosità con gli abiti firmati da Maria Grazia Chiuri. Il film diretto dal coreografo e ballerino di origini albanesi Angelin Preljocaj è ambientato nel maestoso Palazzo Farnese rinascimentale del XVI secolo, sede dell’Ambasciata di Francia in Italia. Il progetto sarà presentato venerdì 29 aprile in occasione della Giornata Internazionale della Danza e visibile sui canali Youtube della griffe. Durante la presentazione del film, dinanzi ai media, la stilista afferma: “L’arte è così forte che ha il potere di guardare oltre i momenti difficili e rigenerarsi“.

La griffe francese, infatti, nonostante abbia attraversato un periodo non semplice causa pandemia da Covid-19, ha mantenuto gli impegni da calendario; presenta la collezione Cruise in piazza Duomo a Lecce, lavora con il regista Matteo Garrone per la presentazione digitale della Couture 2020 dedicata ai tarocchi; sfila come di consueto, sia in digitale sia in presenza. La maison fondata dal dittatore garbato della moda si fa promotrice dell’arte investendo somme di denaro per promuovere, appunto, la bellezza artistica. Non a caso, è proprio la stilista di origini salentine a affermare: “l’arte salverà il mondo” sostenendo la tesi di Fëdor Dostoevskij che disse: “La bellezza (il bene) salverà il mondo.”

Eleonora Abbagnato in “Nuit Romaine”
Eleonora Abbagnato in “Nuit Romaine”

Nuit Romaine Dior. Il valore dell’abito

Per “Nuit Romaine”, Chiuri collabora ancora una volta con Eleonora Abbagnato (che interpreta Nox, la dea della notte), direttrice di balletto del Teatro dell’Opera di Roma e protagonista dell’Opéra National de Paris, dopo il balletto “Nuit Blanche” nel 2019, di cui ha anche disegnato i costumi.

Questo progetto parla anche di sinergie: un punto di forza del Made in Italy. Maria Grazia, infatti, ha dialogato con l’Atelier Biagiotti, che l’ha sostenuta nella realizzazione dei costumi.

A proposito del valore folkloristico che gli indumenti assumono nella nostra società, Chiuri ha affermato: “Gli abiti riflettono un periodo storico e l’evoluzione dell’umanità e del nostro corpo. Il valore della moda e dell’abbigliamento è sottovalutato. I vestiti dicono molto di noi e hanno significati profondi. Così come i colori: pensa al rosso e a come trasmette potenza. Mi interessa non solo la moda, ma anche la storia della moda e l’evoluzione dell’abbigliamento. Come femminista, credo che la vita delle donne sia stata condizionata dai vestiti, quando non potevano camminare o uscire di casa perché erano così ingombranti”.

Per il progetto, Maria Grazia Chiuri realizza abiti dalla leggerezza di una nuvola, capaci di librarsi in volo come i danzatori in scena. Una libertà, quella narrata in ogni collezione della stilista, che in questa occasione si plissetta e drappeggia, indossa seta, tulle e ricami. Un’autodeterminazione che si lascia disegnare come un trompe-l’oeil con i personaggi rappresentati negli affreschi dei Carracci sulla volta della Galleria Farnese.

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Ho fondato Volgare Italiano per un clic sbagliato. Senza ragionarci e senza la consapevolezza di averlo fatto. Ho lavorato sempre per gli altri avendo poca soddisfazione. Gli anni nell'editoria legata alla moda, bastano. Ora è il momento di guardare avanti. Sono un sagittario, capirete.