Federico Cannata ritratto
Fashion,  Interviste

Gli scatti di Federico Cannata, simbolo della Sicilia nel Mondo

Intervista al fotografo siciliano Federico Cannata. Le FOTO_GRAFIE che stanno conquistando il fashion biz

Un vero talento della fotografia, quello di Federico Cannata che, della sua amata Sicilia estrapola le radici esportandole in tutto il mondo. Nei suoi scatti ci sono i colori e la luce della sua terra d’origine; tutta la passionalità della sua gente. i suoi progetti, inoltre, attraggono per una trasposizione ludica, laica, della religiosità. Insomma, moda e quotidiano (nel suo gesto più intimo) si incontrano caricandosi di pathos a vicenda.

Sette anni dal suo debutto in Vogue, dopo alcune porte sbattute in faccia, e un’escalation di progetti. Il suo nome è sempre presente durante la settimana della moda milanese. E come non bastasse, Federico lancia un pantone tutto suo, il VERDE FEDERICO: perché non basta saper immortalare, occorre anche apporre un proprio sigillo nella memoria degli altri.

Dal VERDE FEDERICO alla sua amata Sicilia: Federico Cannata ci racconta come nascono le sue fotografie e il successo ottenuto nei backstage di Antonio Marras, Alberta Ferretti e Elisabetta Franchi.
Ritratto del fotografo

L’intervista

Federico Cannata, un siciliano alla conquista del fashion biz, Quindici anni di carriera e diverse pubblicazioni selle maggiori riviste di settore come Vogue Italia e Vanity Fair: ricordi il tuo giorno 0 dinanzi a un soggetto da fotografare?

Come non dimenticare il mio primo servizio fotografico di moda!
Era un grigissimo pomeriggio di gennaio agli inizi del 2015 e mi trovavo nella mia casa-studio di Modica, in Sicilia. In quel periodo Vogue Italia aveva do poco inaugurato un progetto rivolto ai giovani fotografi di tutto il mondo. Dopo anni di fallimenti e tanti no ricevuti, organizzai un servizio fotografico proprio all’interno dello studio. Eravamo solamene io e una mia amica che si divertiva a posare per me. Per lei era un meraviglioso gioco per me, invece, un’ulteriore sfida da affrontare. Sognavo che le mie foto arrivassero direttamente a Vogue. Se la osservo con gli occhi di oggi dico che è stata sicuramente l’esperienza più bella ed emozionante mai realizzata.
Eravamo in perfetta sintonia durante lo shooting e la mia amica sembrava essere dentro il mio vortice creativo. La musica, a tutto volume, inondava lo studio mentre lei muoveva fra le mani dei tulle colorati. Io seduto su uno sgabello con la macchina fotografica scattavo velocemente per catturare ogni suo movimento. Dopo qualche giorno, la rivista Vogue pubblicò gli scatti che fecero il giro del mondo. È stato l’inizio della mia grande avventura.

Qui, il Photo Vogue di Federico.
Due scatti per Alberta Ferretti. Federico Cannata
Alberta Ferretti
Il rosso per Bartolotta & Martorana. Federico Cannata
Bartolotta & Martorana
L'iconica borsa Dolce&Gabbana by Federico Cannata
Devotion Bag Dolce & Gabbana.

I backstage firmati da Federico

Sei stato anche nel backstage di importanti sfilate di moda per brand come Alberta Ferretti, Antonio Marras, Francesca Liberatore, Alberto Zambelli, Elisabetta Franchi, Bartolotta & Martorana, Renato Balestra ed Emilio Pucci: cosa significa, per un fotografo, poter raccontare quello che non riusciamo a vedere nel dietro le quinte?
Quando arrivi da una lunga e sana gavetta questi nomi ti fanno letteralmente tremare le gambe.
Perché quelle sfilate le hai viste, poco prima, solamente davanti uno schermo.
Poter essere lì a immortalare gli abiti, la frenesia contagiosa del backstage, gli imprevisti, l’energia degli stilisti, le celebrities, significa regalare un sogno incredibile al pubblico che ti segue. La moda ha questo compito. Durante le fashion week leggo tantissimi commenti di gente comune che, vedendo le mie foto pubblicate all’istante sulle storie dei vari social, mi ringraziano perché in quel momento hanno sentito un’emozione sulla pelle. Gli occhi delle persone hanno potuto assistere a un concentrato di pura bellezza. Penso che la Bellezza generi sempre sentimenti positivi nelle persone. È contagiosa.

Collage per Emilio Pucci. Federico Cannata
Emilio Pucci
Francesca Liberatore

Il tuo nome ha conosciuto ribalta internazionale grazie il prestigioso premio Prada Journal nel quale sei stato l’unico siciliano in concorso nel 2017: cosa conservi di quella avventura?
Anche quel momento ha un valore importante per me e per il mio percorso artistico.
Per quel prestigioso concorso ho subito deciso di presentare uno scatto realizzato in Sicilia. Desideravo fortemente, ancora una volta, che si parlasse la mia terra in un contesto internazionale.
Ho chiesto alla Sicilia che mi “accompagnasse” per omaggiarla in tutto il suo splendore ma anche mostrare una visione contemporanea e libera dai cliché. La mia isola mi ha permesso di fare la differenza in un mare pieno di fotografi e artisti; e di questo ne prendo consapevolezza soprattutto quando viaggio, quando mi confronto con altri fotografi o con editori di riviste. Il contesto in cui sono nato e cresciuto offre un concetto diverso, a volte fuori dal comune, per chi arriva da altri ambienti.

FOTO_GRAFIE

Hai definito i tuoi scatti FOTO_GRAFIE: spiegaci meglio cosa vuoi dire …  
I miei lavori non sono solamente degli scatti fotografici “tradizionali” così come li possiamo intendere, perché non mi rappresenterebbero a pieno. In ogni progetto artistico c’è sempre un lavoro di graphic design che esalta lo scatto e rafforzi il messaggio finale. Per me è fondamentale che il pubblico possa ascoltare, leggere e vedere le mie opere. Il messaggio deve arrivare forte e chiaro. La parola FOTO_GRAFIE, che ho voluto appositamente “coniare”, vede appunto l’unione di due rappresentazioni espressive ben definite: la fotografia come cattura di un istante e la grafica che ruota attorno all’editoria, ovvero: inserimento di titoli sulle immagini, la presenza di elementi tipografici, impaginazione grafica tipica da rivista, segni, layout ricercati, colori brillanti, sovrapposizioni, collage. Questo modo di intendere la foto di moda sta piacendo molto alle case di moda ma anche ai giovani designer che sono alla ricerca di una modalità autentica per raccontare nei migliori dei modi la loro storia o la nascita di una collezione.
Un altro importante aspetto del mio lavoro è quello legato alla scrittura creativa, di cui io stesso mi occupo, perché ogni foto necessita delle parole, di poesie, di riflessioni ad “alta voce” che possano toccare le corde del cuore.

Un collage di Elisabetta Franchi
Elisabetta Franchi
Antonio Marras by Federico Cannata
Antonio Marras by Federico Cannata
Ragazza con cornice di fiori boungaville
Umanesimo di Federico Cannata

I colori della sua Sicilia

Il verde lime, anche questo colore è ricorrente nei tuoi progetti: perché?
Vorrei imparare dai limoni, loro ad esempio, fioriscono almeno quattro volte l’anno e ogni volta rinascono con colori e profumi totalmente inediti”.

Il verde è uno di quei colori che mi fa sentire una forte vibrazione dentro di me. È un colore che suscita delle forti emozioni ma è anche la tinta che mi riporta ad una sensazione di infinito e delle cose che non conoscono confini. Il verde lime, in particolare, ha una connotazione ben precisa legata alla mia infanzia e alle atmosfere delle meravigliose estati siciliane. La mia tenuta di campagna è ricchissima di antichi alberi di limoni e agrumeti profumati che emanano un colore particole, quasi accecante e vibrante.
Per questo motivo, il colore verde è diventato il simbolo primario per raccontare i valori del mio marchio e della mia arte, forse perché mi riporta immediatamente a momenti spensierati e felici. Nel 2020 nasce così VERDE FEDERICO (codice colore #87a511) è una tinta fluida, eterea, indefinita, inclassificabile che contiene tanti colori al suo interno, ma allo stesso tempo è una colorazione che ispira e dona vitalità. Vi anticipo che presto verrà prodotta da un’azienda specializzata di vernici perché già richiesta dal pubblico.

La tua terra nativa, la Sicilia, è una costante nei tuoi progetti fotografici; in quali dettagli possiamo riconoscerla?
Per il mio processo artistico la Sicilia fa parte del mio essere e del mio modo di fare fotografia, lo notano soprattutto gli altri guardando i miei scatti, per me è pura normalità. Qui tutto è fonte continua d’ispirazione la campagna, le architetture, i colori del cielo, i verdi dei prati, la passionalità delle persone, il modo di vivere in questo lembo di terra, questo grande recipiente ha fatto di me quello che sono attualmente.
La Sicilia la si può riconoscere con livelli di lettura diversi fra loro, in base la progetto che stai ammirando: in alcuni casi c’è il luogo siciliano ad essere la vera protagonista, non necessita aggiungere altro. Invece, in altri momenti, intravedi la mia Isola dalle forme, dai colori, dai riferimenti iconografici, negli abiti, dalle parole che scrivo per quella foto-grafia o semplicemente dal tipo di presentazione che adotto.


C’è un tuo mentore al quale ti ispiri?
I fotografi che ammiro sono tantissimi. Dico sempre che bisogna guardare e “studiare” gli altri in quello che fanno e come lo fanno. Nel campo della fotografia di moda seguo i progetti di Tim Walker, Steven Klein, Richard Avedon, Herb Ritts e Nick Knight; ho decine di cartelle con i loro scatti e continuamente li rivedo perché ne sono innamorato follemente.

Le preghiere fotografiche di Federico Cannata

Tre aggettivi per definirti.
Sognatore. Esteta. Dannatamente sensibile.

Progetti per il futuro: cosa speri possa accadere?
Mi piacerebbe molto lavorare nel team di una rivista di moda nazionale, magari nelle produzioni editoriali moda o fotografia di design. Sarebbe bello poter dire la mia su tutto quello che accade in giro per il mondo.
Sto già lavorando ad una mia prima personale, una mostra di sole foto di moda, itinerante, iniziando dalla mia città – Modica – per poi toccare Milano e chi sa anche altre città. La immagino come una festa, un momento di incontro con gli altri, dove per tre giorni dell’inaugurazione vengono realizzati dei seminari di fotografia o la presentazione di stilisti emergenti.
E infine sogno l’America, New York City, ho più volte collaborato con delle riviste di moda o con degli stilisti della Grande Mela, ma vorrei andare a visitarla personalmente, lasciandomi ispirare e rivoluzionare da questa metropoli. E poi Sogno, sogno, sogno …


POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Skatò Design, intervista a Mariella Di Gregorio

La Fiaba raccontata dall’eco-designer Tiziano Guardini, con gli scatti di Daniele Notaro

Irina Lis Costanzo: è ragionevole chiudere al mercato russo?



Ho fondato Volgare Italiano per un clic sbagliato. Senza ragionarci e senza la consapevolezza di averlo fatto. Ho lavorato sempre per gli altri avendo poca soddisfazione. Gli anni nell'editoria legata alla moda, bastano. Ora è il momento di guardare avanti. Sono un sagittario, capirete.