Bottega Veneta, show
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Bottega Veneta, da marchio in bancarotta a global company

1,5 miliardi di euro, questo è il valore di Bottega Veneta. Solo nel 2001 rischiava la bancarotta

Il cambio di poltrone, repentino, ha giovato al marchio Bottega Veneta che nel 2021 supera la soglia di 1,5 miliardi di euro diventando marchio globale del gruppo Kering.

Negli ultimi vent’anni della sua storia, la griffe vicentina ha realizzato una scalata incredibile; merito dello storico direttore creativo Thomas Maier (al timone nel periodo più turbolento della maison dal 2001 al 2018), Daniel Lee (2018-2021) e, per ultimo, Matthieu Blazy, creative director dal 2021 a oggi.

La storia di Bottega Veneta

È il 1966 quando, a Vicenza, Michele Taddei e Renzo Zengiaro fondano l’etichetta Bottega Veneta conosciuta soprattutto per la pelletteria in nappa realizzate in maniera sartoriale. Nel 1970 Zengiaro lascia il marchio e, con il divorzio tra Michele e la moglie Laura Braggion, gli equilibri dell’azienda iniziano a vacillare. L’ex moglie rileva il brand e, risposatasi in seconde nozze con Vittorio Moltedo, fa di lui il primo direttore creativo. Il successo arriva grazie a Andy Warhol che si rivela figura chiave per l’espansione in America con il quale realizzarono il cortometraggio “Bottega Veneta Industrial Videotape”, nel 1985.

Negli anni Settanta la griffe possiede 12 boutique monomarca in America, 5 in Europa e 4 in Ansia con una politica di espansione in Giappone, sempre più veloce.

I ricavi di Bottega Veneta, nel 2000, ammontano a poco più di 50 milioni di dollari.

Nel 2001 gruppo Gucci acquisisce la maison e recluta Patrizio di Marco (ex Céline) in qualità di President e CEO Worldwide. Nello stesso anno, il tedesco Tomas Maier (ex Hermès, Guy Laroche e Sonia Rykiel) guida la direzione creativa del marchio. Il branding di lusso firmato Maier ha letteralmente fatto impazzire la clientela con un’estetica reale e raffinata. Ritorna la linea donna (cancellata da Gucci) e si introduce l’abbigliamento maschile (2004). La pelle intrecciata, fa il resto. Maier cancella qualsiasi logo a favore di un’identità da riconoscere esclusivamente attraverso lo stile. Di Marco lascerà la sua posizione nel 2009 succedendo a Mark Lee come CEO in Gucci.

Nel gennaio 2009 Marco Bizzarri, precedentemente in Stella McCartney, è nominato presidente e amministratore delegato di Bottega Veneta; il suo incarico arriva nel momento di maggiore crisi per l’azienda. Con la nomina di Bizzarri a CEO della divisione Couture and Leather Goods di Kering nel 2014, il nome designato a ricoprire la poltrona rimasta vacante è Carlo Alberto Beretta, ex dirigente del Gruppo Valentino ed Ermenegildo Zegna. Il professionista lascerà l’incarico un anno dopo all’ex CEO di Hugo Boss, Claus-Dietrich Lahrs e nell’ennesimo periodo buio della griffe, con gli analisti che lamentano la mancanza di innovazione di prodotto, l’architettura dei prezzi squilibrata e l’eccessiva dipendenza dalla clientela cinese.

Bottega Veneta, obiettivo Millennials

Nel 2018 Maier lascia la direzione creativa a Daniel Lee che raccoglie l’eredità del tedesco, continuando la tradizione classica di Bottega Veneta. L’obiettivo ora è uno solo: conquistare le nuove generazioni. Per farlo, Lee dovrà studiare le loro esigenze, proponendo un restauro estetico, sempre attento alla qualità delle materie prime. Forte dell’esperienze maturate in Maison Margiela, Balenciaga e Donna Karan, Daniel ricodifica l’immagine della maison rileggendo i codici estetici essenziali: linea pulite, colori puri per una struttura minimale che arriva dritta al cuore dei Millennials. Ancora fondamentali, per gli accessori, il metodo dell’annodatura, della tessitura e dell’intrecciatura. Un esempio è il successo incredibile ottenuto dalla Pouch bag.

In primo piano, la Pouch Bag Bottega Veneta
La Pouch Bag

Nel settembre 2019, Bartolomeo Rongone succede a Lars e due anni dopo, nel novembre del 2021, anche Lee lascia il suo incarico a causa di forti incomprensioni con l’organico e con gli artigiani di Bottega Veneta.

La nuova era di Bottega Veneta con Matthieu Blazy

Poco dopo l’uscita di Daniel Lee, l’azienda comunica il nuovo direttore creativo, Matthieu Blazy, già all’interno dell’azienda come direttore del design. Il 26 febbraio 2022 segna il ritorno della griffe alla Milano Fashion Week dopo i due anni in digital format causa pandemia. La collezione autunno/inverno 2022-23 convince per il suo forte minimalismo, realizzato da pantaloni morbidi e dalla linea sartoriale, pantaloni e cruissard in pelle. Le gonne sono rese voluminose grazie alle sottogonne vaporose e gli abiti lingerie paiono i veri protagonisti della sfilata.

Bottega Venta Look. Fall/Winter 2022-23 info@imaxtree.com
Bottega Venta Look. Fall/Winter 2022-23 info@imaxtree.com

Le scarpe più acquistate di Bottega Veneta

A decretare il successo del direttore creativo Daniel Lee sono i sandali Lido di Bottega Veneta con tomaia intrecciata e punta squadrata. Saranno le scarpe più indossate nell’estate 2021, copiate da marchi low cost.

Sandali lido color nude. Bottega Veneta
Sandali Lido Bottega Veneta

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Ho fondato Volgare Italiano per un clic sbagliato. Senza ragionarci e senza la consapevolezza di averlo fatto. Ho lavorato sempre per gli altri avendo poca soddisfazione. Gli anni nell'editoria legata alla moda, bastano. Ora è il momento di guardare avanti. Sono un sagittario, capirete.