mora russia ucraina. Alberta Ferretti
Fashion

La reazione della moda dopo l’attacco della Russia all’Ucraina

L’attacco della Russia all’Ucraina porta ripercussioni anche al mercato della moda: trema il lusso.

L’economia europea sotto attacco dopo l’offensiva delle truppe russe in terra straniera. Lo scontro tra Russia e Ucraina fa vacillare le borse europee. In calo anche il settore della moda con i maggiori gruppi europei in discesa vertiginosa.

Secondo il presidente della Federazione Russa, Vladimir Putin, l’invasione dell’Ucraina è “un’operazione militare speciale“; secondo la NATO, invece, “un brutale atto di guerra“. Non si prevede, ancora, un intervento militare diretto, ma il presidente degli Stati Uniti D’America, Joe Biden, non esclude alcuna ipotesi. Sotto i colpi di mortaio cade l’economia europea, ancora in difficoltà (anche se in ripresa) dopo i due anni faticosi dovuti alla pandemia da Covid-19 e dalle restrizioni che hanno, di fatto, messo un freno al turismo internazionale. A soffrire sono i grandi gruppi del lusso, a partire da Prada sino Richemont, Kering, LVMH e il marchio britannico, Burberry, con perdite che oscillano dal 3% al 6% e in linea con il calo del quattro per cento dell’indice STOXX 600 delle più grandi società europee. Gli analisti del lusso sono preoccupati per l’impatto della guerra sulle imprese poiché rischia di intaccare la già precaria economia globale. A Piazza affari, Moncler perde il 5,3%, Brunello Cucinelli il 5,4% e Salvatore Ferragamo il 3,6%. Addirittura, gruppo Aeffe è in calo del 7,4%.

Conflitto Russia-Ucraina, possibili scenari nella moda

Nell’immediato, la milanese Prada ha tutelato i suoi dipendenti chiudendo tutte le boutique in Ucraina. Le aziende, in questo momento concitato, monitorano l’introduzione delle sanzioni occidentali contro la Russia, per anticipare l’impatto a lungo termine del conflitto, sulle imprese. Si stima che Russia e Ucraina rappresentino dal 4% al 5% delle vendite globali del lusso. Secondo Luca Solca, analista dei beni di lusso di Sanford C. Bernstein, questo non dovrebbe rappresentare una reale minaccia per le aziende ma si teme l’effetto a catena del conflitto mondiale.

Secondo Solca, “L’invasione dell’Ucraina da parte della Russia potrebbe essere accolta da una rigida reazione economica da parte degli Stati Uniti e dell’UE. Le sanzioni alla Russia potrebbero innescare un ulteriore aumento dei costi energetici e dell’inflazione. Ciò potrebbe comportare una crescita più lenta del PIL globale o addirittura una recessione globale”.

Anche Zuzanna Pusz, responsabile dei beni di lusso europei presso UBS, ritiene che il conflitto rappresenti un rischio per il settore. “L’aumento della volatilità del mercato azionario e dell’incertezza geopolitica – commenta Pusz – potrebbero rappresentare un rischio a breve termine per il sentimento più ampio dei consumatori, in particolare per i beni di lusso di fascia alta, anche se è difficile giudicare in questa fase“.


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Ho fondato Volgare Italiano per un clic sbagliato. Senza ragionarci e senza la consapevolezza di averlo fatto. Ho lavorato sempre per gli altri avendo poca soddisfazione. Gli anni nell'editoria legata alla moda, bastano. Ora è il momento di guardare avanti. Sono un sagittario, capirete.