Prada collezione donna
Fashion

Prada, come è cambiata la sua estetica con Raf Simons

L’influenza di Raf Simons ha rivoluzionato l’estetica di Prada? Ripercorriamo la lunga carriera della Sessantottina della moda italiana per scoprirlo

L’evoluzione estetica di Prada è opera di Raf Simons? Lo stilista belga, ex Dior e Calvin Klein, pare ormai entrato nel pieno della sua collaborazione con il marchio milanese. E come dimostra la collezione autunno/inverno 2022-23 presentata durante l’ultima edizione della Milano Moda Uomo, Miuccia sembra aver lasciato pieni poteri al designer.

Miuccia Prada e Raf Simons
Miuccia Prada e Raf Simons

Per comprendere meglio il potere sociale nelle collezioni del marchio fondato dal nonno Mario nel 1930, partiamo dalla comprensione di una sua dichiarazione: “Non voglio più creare abiti sciccosi, ma l’opposto. Faccio vestiti brutti con stoffe brutte; bad taste, appunto.” Miuccia non avvicina la moda alle masse ma, al contrario, la separa. Una sorta di stratificazione della società, l’effetto cascata tanto dibattuta dai sociologi. In sintesi, le classi superiori non cedono alla disillusione della contraddizione, atteggiamento tipico della classe inferiore, costretta all’immedesimazione. Miuccia “l’autorevole” non deve piacere a tutti i costi ma, anzi, propone una moda definita ugly chic, contaminando dettagli infantili a linee rigorose. Negli anni Novanta, infatti, contrariamente ai suoi colleghi che disegnano l’immagine di una donna “oggetto”, con tacchi a spillo e pelliccia su pelle nuda, la stilista milanese propone i sandali con tacco conico (portati calzino in cotone ricamato) e abiti super vitaminici.

“Se ho un merito è quello di aver introdotto la realtà nella moda cercando di lavorare sullo stereotipo della bellezza irreale“, dirà. Il brutto è eccitante.

Un look ugly di Prada anni Novanta indossato da Kate Moss
Un look ugly di Prada anni Novanta

Il marito Patrizio Bertelli, presidente di Gruppo Prada, con la schiettezza che lo ha sempre contraddistinto non sostenne a occhi chiusi le scelte estetiche della moglie come nel caso del cappotto verde che l’imprenditore definì “color diarrea”.

La forza delle idee di Miuccia

Contrariamente a quanto si possa credere, l’abbigliamento prediletto dalla designer italiana è composto da gonna e maglioncino e non dal cappotto come si è sempre dato per scontato. “Cerco un’alternativa democratica […] Amo il lusso inteso come oggetti preziosi, perché penso sia anche un’espressione culturale, ma ho creato uno zainetto in nylon perché lo trovavo un oggetto antiborghese.”

Per Miuccia, la Generazione Z ha bisogno di futuro che, nell’ambito moda, si traduce indubbiamente in idee e cultura. Prada riflette sui ruoli, disegna, tratteggia un profilo di gran potere; per gli uomini, invece, cuce su misura abiti che si modellano con dolcezza e sensibilità.

Raf Simons è il tassello di puzzle mancante?

IL 23 febbraio del 2020, Raf Simons è nominato co-direttore creativo del marchio. Inizialmente lo stilista belga, ex Dior e Calvin Klein (che certamente non ha brillato in performance visto il recesso di contratto anticipate), sceglie un profilo basso tenendosi un passo dietro alla signora Miuccia.

I dettagli in pelliccia per la collezione uomo Prada autunno/inverno 2022-23
I dettagli in pelliccia sintetica per la collezione uomo Prada autunno/inverno 2022-23

La collezione uomo autunno/inverno 2022-23, però, fa emergere un profilo più maturo e voglioso di uscire fuori dalla tana e conquistare la clientela. La linee è forte, da puro sangue. Le scelte visionarie della stilista continuano essere linee guida oggi e per il futuro: no logo, linearità, nessuna leziosità. Solo alcuni dettagli glamour: la pelliccia che oggi è sintetica nel nome della sostenibilità e cristalli che muovono una superficie statica. E se ci sarà ancora motivo di inserire, nei progetti, fumetti e figure mostruose, Miuccia non si tirerà certamente dietro.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE

Nino Cerruti, ecco perché era un maestro

La prima collezione genderless di Christian Louboutin

Il Salone del Mobile 2022 è stato rinviato a giugno

Ho fondato Volgare Italiano per un clic sbagliato. Senza ragionarci e senza la consapevolezza di averlo fatto. Ho lavorato sempre per gli altri avendo poca soddisfazione. Gli anni nell'editoria legata alla moda, bastano. Ora è il momento di guardare avanti. Sono un sagittario, capirete.