Nino Cerruti
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Nino Cerruti, ecco perché era un maestro

Muore, a 91 anni, Nino Cerruti: un’imprenditore dal portamento fiero ed elegante, tra i primi ad aver avuto il coraggio di osare

Era nato negli anni Trenta, Nino Cerruti: l’imprenditore e stilista italiano che è riuscito a coniugare, nelle sue collezioni, design e tradizione.

Quella di Nino, per la moda, non è una vocazione. Probabilmente, se avesse terminato gli studi di filosofia e giornalismo avrebbe scelto una carriera dietro la scrivania, a raccontare i fatti più salienti della moda. Le responsabilità, però, lo porteranno a prendere le redini dell’azienda familiare a seguito della prematura scomparsa del padre, nel 1950, e quando lui ha solo vent’anni. “Fare lo stilista, fare l’imprenditore è come fare il prete: lavori sette giorni su sette e quando la domenica tutti si riposano, tu addirittura lavori di più“, confesserà, nel 2015, ai microfoni de La Repubblica.

Ritratto in bainco e nero di un giovane Nino Cerruti
Un giovane Nino Cerruti

Il lanificio di famiglia si trasformerà in una piccola industria di confezioni che sarà collocata a Corsico, non distante dalla cosmopolita Milano.

Il Lanificio Cerruti, fondato nel 1881 dai fratelli Antonio, Quintino e Stefano, comincia a produrre abiti d’Alta Moda dedicata esclusivamente all’uomo. A Nino si riconosce la capacità di saper cogliere la crescente esigenza maschile del vestire sartoriale trasformando, il tailoring, in prodotto industriale. Al suo Emotional dressing si affidano imprenditori e medici, professionisti di varia estrazione sociale che vogliono apparire adeguati negli avvenimenti formali.

Look donna Nino Cerruti
Look androgino firmato Nino Cerruti

Il richiamo della moda francese

Cerruti, però, sarà attratto dagli swinging sixties e dal fascino della Haute Couture parigina. Sul finire degli anni Sessanta, nel 1967, fonda a Parigi la Cerruti 1881 mantenendo, ad ogni modo, la produzione in Italia; si insidia con una boutique nella centralissima Place de la Madeleine, riuscendo emergere accanto alle figure di spicco della moda francese, André Courrèges e Pierre Cardin. La linearità dei tagli, i pregiati tessuti naturali e la vivacità dei colori attraggono il jet set internazionale. Tra i suoi clienti, Alain Delon, Jean-Paul Belmondo, Clint Eastwood e Michael Douglas.

Alle collezioni maschili affiancherà, poi, la linea femminile. “Nel 1965 gli stilisti si contavano sulle dita di una mano mentre oggi sono un’infinità. Fu allora che decisi di vestire le donne con i pantaloni. Fu una scelta coraggiosa se si pensa che nei ristoranti di un certo livello le signore che li indossavano non erano ammesse. E fu così fino agli inizi degli Anni Settanta“, dirà.

La presunta rivalità con Giorgio Armani raccontata da Suzy Menkes.

Giorgio Armani abbracciato a Nino Cerruti
Giorgio Armani e Nino Cerruti

A proposito della presunta rivalità con Giorgio Armani, che conobbe quando The King lavorava presso la Hitman, racconterà con disinvoltura: “Giorgio Armani ha fondato un’impero splendido. All’inizio, come me, inseguì l’idea delle linee fluide e di una certa evoluzione del vestire maschile. Ma a lui interessavano i tessuti pesanti, corposi, a me invece quelli fluidi. I percorsi, seppur da principi molto simili, hanno poi preso strade diverse”.

Lo stile secondo Nino Cerruti

Col tramonto dell’eleganza classica si è giunti a una sorta di libertà generale. Difficile separare il bel dal brutto […] è il mercato a decidere sempre e a decretare la bellezza. Prendete, per esempio, le avanguardie futuriste del vestire: sono sempre finite in un fuoco di paglia. Imparate a vedere lo stile e la moda sotto un profilo di valore culturale e sociale più ampi. Solo così li comprenderete meglio.

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Ho fondato Volgare Italiano per un clic sbagliato. Senza ragionarci e senza la consapevolezza di averlo fatto. Ho lavorato sempre per gli altri avendo poca soddisfazione. Gli anni nell'editoria legata alla moda, bastano. Ora è il momento di guardare avanti. Sono un sagittario, capirete.