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Moda e sostenibilità: la seconda industria più inquinante al mondo si sforza di essere etica

Esiste una vera possibilità per la moda etica? Probabilmente è ancora prematuro parlare di sostenibilità visto che solo l’1% dei capi dismessi sono realmente riciclati. Un numero esiguo nonostante le campagne di sensibilizzazione ampiamente registrate negli ultimi anni che si scontrano contro una produzione massiva che vede, ai vertice di questa assurda piramide, il fast fashion. Sotto accusa, ancora una volta, i marchi della moda low cost e le catene d’abbigliamento attinenti che coadiuvano ad un’abitudine d’acquisto malata, dei fruitori della moda a basso prezzo.

Moda e sostenibilità. Il Fashion Pact, il 2050 non è poi così lontano

Con il Fashion Pact (il primo trattato del fashion biz, depositario di regole ben precise, adatte a  ripristinare la biodiversità, proteggere gli oceani e arrestare il surriscaldamento globale) la moda etica ha messo, nero su bianco, una disciplina per regolamentarsi. Firmatari del Fashion Pact sono oltre sessanta tra gruppi e aziende, per un totale di 200 brands che si sono impegnati a ridurre il carico oneroso di pratiche inquinanti. Tra questi, anche gli italiani di Gruppo Prada, Calzedonia e Salvatore Ferragamo (solo per citarne alcuni).

Stella McCartney e l'attenzione alla moda sostenibile
Stella McCartney ADV

Le tematiche sostenibili, inoltre, sono ampiamente argomentate durante le fashion week internazionali tra cui anche quella italiana. Carlo Capasa (presidente di Camera Nazionale della Moda Italiana) spinge l’acceleratore sulla sostenibilità proponendo format innovativi.

Il 18 giugno 2021, a Milano, le sfilate si concentrano prevalentemente sul fattore eco-friendly. Tema al quale si cerca di fare quadrato già dal 2010 (nota possibile citazione dei marchi e del mood collezione). Nel contesto delle presentazioni, inoltre, per CNMI è stato prioritario stilare un vademecum con le buone pratiche di fabbricazione e i requisiti eco-tossicologici sia nell’abbigliamento sia nella pelletteria.

Quanta strada deve ancora percorrere l’industria moda per raggiungere i primi obiettivi prefissati al 2050? Potremmo mai assistere a una totale conversione da seconda industria più inquinante a eccellenza della produzione sostenibile?  Quali sono gli ostacoli più difficili da superare e soprattutto, perché non si potrà mai parlare di totale sostenibilità dell’industria moda?

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Ho fondato Volgare Italiano per un clic sbagliato. Senza ragionarci e senza la consapevolezza di averlo fatto. Ho lavorato sempre per gli altri avendo poca soddisfazione. Gli anni nell'editoria legata alla moda, bastano. Ora è il momento di guardare avanti. Sono un sagittario, capirete.

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